In un colloquio telefonico con il Corriere della Sera, Donald Trump ha evitato di entrare nei dettagli sul possibile trasferimento di militari statunitensi dalla Germania verso l’Europa orientale, ma ha confermato che resta aperta l’ipotesi di ridurre la presenza Usa anche nelle basi italiane. Una valutazione ancora in corso, che si inserisce in un più ampio ripensamento del dispositivo militare americano nel continente.
Nel corso dell’intervista, il presidente ha assunto toni critici nei confronti di Roma, sostenendo che l’Italia non avrebbe garantito un supporto adeguato nei momenti di necessità. “Io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese”, ha dichiarato, ribadendo una linea già espressa in precedenza nei rapporti con alcuni alleati europei.
Alla prospettiva di un contributo italiano, ad esempio con l’invio di dragamine dopo un eventuale cessate il fuoco in Iran, Trump ha replicato con fermezza, tornando sullo stesso punto: l’Italia non sarebbe stata presente quando richiesto. Parole che rischiano di alimentare nuove frizioni diplomatiche all’interno della NATO, già alle prese con equilibri delicati sul fronte della sicurezza internazionale.

