Tempesta tropicale “Cristina”, allerta in America centrale: scuole chiuse e rischio inondazioni

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El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua in stato di allerta per l’arrivo della tempesta Cristina. Le autorità temono frane, alluvioni e danni alle comunità costiere. Cresce la preoccupazione in America Centrale per l’arrivo della tempesta tropicale Cristina, che sta interessando le coste del Pacifico e minaccia milioni di persone in una delle aree più vulnerabili del pianeta agli eventi meteorologici estremi.

Quattro Paesi della regione – El Salvador, Guatemala, Nicaragua e Honduras – hanno attivato diversi livelli di allerta mentre la perturbazione si avvicina alla costa con forti piogge e venti sostenuti.

Le misure più severe sono state adottate da El Salvador e Guatemala, che hanno dichiarato l’allerta arancione. In El Salvador il Ministero dell’Istruzione ha disposto la chiusura delle scuole per due giorni, nel tentativo di ridurre i rischi per studenti e personale scolastico. Le autorità temono infatti frane, allagamenti e altri eventi legati al maltempo.

La Protezione civile salvadoregna ha predisposto 180 rifugi di emergenza per accogliere eventuali sfollati, mentre le precipitazioni sono attese in aumento nei prossimi giorni. Anche in Guatemala la situazione viene monitorata con grande attenzione. Secondo il Coordinamento nazionale per la riduzione dei disastri, le aree maggiormente esposte saranno la fascia costiera del Pacifico, l’altopiano centrale e le valli orientali, dove sono previste le precipitazioni più intense.

In Nicaragua il governo ha invitato la popolazione alla massima prudenza. La co-presidente Rosario Murillo ha raccomandato ai cittadini di evitare le zone costiere, mentre le piogge, già in aumento dalla giornata di domenica, continuano a interessare ampie aree del Paese.

Più contenuta, almeno per il momento, la situazione in Honduras, dove la Commissione permanente per le emergenze (Copeco) ha dichiarato l’allerta verde, il livello iniziale di vigilanza, in nove dipartimenti del Paese. Secondo l’ultimo bollettino del National Hurricane Center di Miami, Cristina presenta venti sostenuti fino a 75 chilometri orari e si muove verso nord a una velocità di circa 9 chilometri orari.

Gli esperti avvertono che il fenomeno potrebbe provocare piogge molto intense lungo le coste di Nicaragua, Honduras ed El Salvador, con il rischio di “inondazioni e frane potenzialmente mortali”. La traiettoria prevista dovrebbe mantenere la tempesta in prossimità delle coste centroamericane almeno fino a martedì. L’emergenza evidenzia ancora una volta la fragilità dell’America Centrale di fronte ai fenomeni naturali estremi. La regione, che si estende su oltre 520 mila chilometri quadrati e ospita circa 50 milioni di abitanti, è tra le più esposte al passaggio di uragani e tempeste tropicali.

A rendere ancora più complesso il quadro contribuisce la particolare conformazione geologica dell’area. L’America Centrale si trova infatti lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle zone più attive del pianeta dal punto di vista sismico e vulcanico, caratterizzata dalla presenza di decine di vulcani attivi e da frequenti terremoti.

Le autorità locali restano in stato di massima allerta e invitano la popolazione a seguire le indicazioni della protezione civile, mentre la tempesta Cristina continua il suo percorso lungo le coste del Pacifico centroamericano.

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