L’inasprimento delle sanzioni statunitensi contro Cuba, rafforzato dal nuovo pacchetto entrato in vigore venerdì 5 maggio, sta producendo effetti concreti sul tessuto economico dell’isola, con numerose imprese europee che scelgono di ridimensionare o interrompere le proprie attività. A risentirne maggiormente sono soprattutto il comparto turistico e quello dei trasporti marittimi, già messi sotto pressione dal nuovo quadro normativo imposto da Washington.
Tra le realtà più colpite figurano i gruppi alberghieri spagnoli Meliá e Iberostar, storicamente protagonisti del settore turistico cubano grazie alla gestione di resort di fascia alta distribuiti lungo le coste dell’isola. Negli ultimi tempi entrambe le società hanno avviato il ritiro del proprio brand da numerose strutture ricettive, una scelta motivata, nel caso di Meliá, con la necessità di adattarsi a un contesto internazionale definito “in costante evoluzione sotto il profilo geopolitico, economico e normativo”.
Il ridimensionamento della presenza straniera è maturato a ridosso dell’entrata in vigore delle nuove restrizioni americane, che colpiscono le aziende impegnate in rapporti economici con organismi legati allo Stato cubano. Secondo quanto riportato da POLITICO, il giro di vite rientra nella strategia dell’amministrazione di Donald Trump volta ad aumentare la pressione sul governo del presidente cubano Miguel Díaz-Canel, nel tentativo di indebolirne la tenuta politica.
Resta però aperto il nodo delle possibili conseguenze indirette per gli stessi Stati Uniti: le nuove limitazioni, infatti, potrebbero avere ripercussioni anche sui rapporti commerciali con Cuba, di cui Washington continua a rappresentare uno dei partner economici più rilevanti.

