La Germania prova a ridisegnare il proprio peso politico e strategico in Europa in una fase segnata da forti attriti con gli Stati Uniti e da nuove tensioni internazionali. Berlino si muove su un doppio fronte: da una parte punta a mantenere l’Ucraina saldamente ancorata al progetto europeo, dall’altra cerca di consolidare il proprio ruolo all’interno della Nato, anche alla luce delle frizioni emerse con l’amministrazione Trump dopo la crisi mediorientale.
Sul dossier ucraino, il cancelliere Friedrich Merz ha avanzato una proposta intermedia per favorire un avvicinamento di Kiev all’Unione Europea: uno status di “Paese membro associato”, che consentirebbe maggiore integrazione senza però attribuire immediatamente il diritto di voto nelle istituzioni comunitarie. Una formula che punta a sbloccare un percorso di adesione considerato complesso e inevitabilmente destinato a svilupparsi nel lungo periodo.
Parallelamente, Berlino alza il livello dell’ambizione sul piano della sicurezza occidentale. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha dichiarato che la Germania è pronta ad assumere maggiori responsabilità di leadership nella Nato, segnalando la volontà di rafforzare il proprio peso nell’Alleanza in un momento in cui gli equilibri transatlantici appaiono più incerti e il rapporto con Washington attraversa una fase di evidente ridefinizione.

