Gli Stati Uniti hanno annunciato il dispiegamento della portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz nelle acque dei Caraibi, accompagnata dal proprio gruppo navale d’attacco. A renderlo noto è stato il Comando Sud delle forze armate americane (Southcom), responsabile delle operazioni nell’area latinoamericana e caraibica, che ha presentato l’arrivo della flotta come un segnale di prontezza operativa e deterrenza strategica.
Oltre alla Nimitz, il dispositivo militare comprende il Carrier Air Wing 17, il cacciatorpediniere USS Gridley e la nave di supporto logistico USNS Patuxent. Secondo il Southcom, si tratta di una forza in grado di garantire capacità di intervento rapido, ampia proiezione militare e superiorità operativa, già sperimentata in scenari internazionali sensibili, dallo Stretto di Taiwan al Golfo Persico.
La mossa di Washington arriva in una fase di crescente attenzione geopolitica nell’area e richiama precedenti recenti: già alla fine del 2025 gli Stati Uniti avevano inviato nei Caraibi la portaerei USS Gerald Ford, poi impiegata in operazioni ad alta intensità prima del successivo trasferimento verso il Medio Oriente. Il nuovo schieramento della Nimitz viene interpretato come un ulteriore segnale della volontà americana di rafforzare la propria presenza strategica nel quadrante caraibico.

