Le autorità giudiziarie del Messico hanno disposto l’arresto del contrammiraglio Salvador González, responsabile dell’Istituto nazionale per le migrazioni (Inm) nello stato settentrionale di Chihuahua, che secondo testimonianze sarebbe il principale responsabile della morte in un incendio il 27 marzo scorso a Ciudad Juarez di 40 migranti stranieri.
Nei giorni scorsi, erano già state arrestate altre tre persone nell’ambito della tragedia, che ha suscitato sdegno nell’opinione pubblica, della decisione delle autorità locali dell’Inm di chiudere a chiave le uscite di un centro di raccolta di migranti nonostante esso fosse in preda alle fiamme.
González, si è appreso, è stato arrestato ieri sera in un ristorante dell’aeroporto di Ciudad Juárez, città al confine con gli Stati Uniti, e punto di passaggio di decine di migliaia di migranti legali e illegali che cercano di rifarsi la vita in territorio statunitense.
Sempre ieri, fra l’altro, è stato completato il rimpatrio delle salme delle 40 persone decedute nell’incendio. Si tratta per lo più di cittadini del Guatemala, ma anche di Honduras, El Salvador, Venezuela e Colombia. Secondo le testimonianze pervenute alla Procura della Repubblica, González avrebbe ordinato di non aprire le porte delle celle dove era in corso l’incendio durante violente proteste scoppiate nel centro dell’Inm dopo l’annuncio che i migranti sarebbero stati rimpatriati nei loro Paesi di provenienza.
Nell’ambito delle indagini giovedì scorso erano stati già arrestati tre funzionari dell’Inm, considerati complici delle azioni che hanno impedito l’uscita dal centro di raccolta dei migranti e quindi della loro morte.

