Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, ha denunciato che il governo degli Stati Uniti ha svolto un’attività di spionaggio delle forze armate del suo Paese, in violazione della sovranità nazionale, annunciando che per questo il suo governo adotterà misure per proteggersi, segretando la documentazione dell’Esercito e della Marina. Nel corso della sua tradizionale conferenza stampa, il capo dello Stato ha indicato che questo avverrà perché tali documenti sono stati oggetto di spionaggio da parte del Pentagono, dell’agenzia antidroga statunitense che li hanno passati ai media messicani.
Questa accusa è stata formulata dopo che il quotidiano statunitense The New York Times ha riferito che l’esercito messicano è quello che ha attaccato più cellulari con il software Pegasus, sviluppato da un’azienda israeliana e istallato in Messico nel 2011. López Obrador ha difeso la Marina, il ministero della Difesa e il governo messicano, assicurando che non sono impegnati in operazioni di spionaggio, “come prima”, ma anzi “sono difensori dei diritti umani”.
“Non vogliamo facilitare il lavoro di chi fa lo spionaggio”, ha aggiunto il capo dello Stato, precisando che il suo governo non ha “problemi di coscienza né è un organismo repressore”.
Riferendosi quindi alla necessità di proteggere l’informazione delle istituzioni militari nel Paese, ha detto che “lo stiamo facendo per sicurezza perché c’è chi vuole violare la nostra sovranità”, avvertendo che “non ce ne resteremo con le braccia conserte” quando, ad esempio, la Dea passa informazioni raccolte in Messico alla stampa locale”.

