La Repubblica Dominicana ha rimpatriato oltre 11 mila migranti haitiani nel mese di dicembre 2022. Lo rende noto il Gruppo di sostegno ai rimpatriati e rifugiati (Garr) in un rapporto visionato dall’agenzia di stampa haitiana “AlterPresse”. Nell’ultimo mese del 2022 sono stati rimpatriati 11.926 migranti. In totale 161.986 migranti haitiani sono stati rimpatriati nel corso del 2022.
Lo scorso novembre il governo della Repubblica Dominicana ha respinto le accuse secondo cui le autorita’ di Santo Domingo violano i diritti umani rimpatriando minori haitiani senza i loro genitori. La dichiarazione arrivava dopo la pubblicazione di un’esclusiva della “Cnn”, secondo cui la Repubblica Dominicana ha rimpatriato quest’anno 1.800 minori ad Haiti senza i loro genitori. Lo stesso presidente dominicano Luis Abinader ha dichiarato che il suo governo aumentera’ le espulsioni di migranti haitiani che entrano nel Paese illegalmente.
L’annuncio arrivava in polemica con l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, che ha chiesto a Santo Domingo di fermare i rimpatri alla luce delle condizioni in cui versa il Paese vicino. Il capo dello Stato, riferisce il quotidiano “Listin”, ha quindi definito “inaccettabili e irresponsabili” le richieste di Turk, ricordando che “le politiche migratorie di ogni Paese sono esclusiva di ogni governo”. La Repubblica Dominicana, ha detto, “non solo continuera’ con le espulsioni, ma le aumentera’”.
Lo scorso agosto la RD ha invitato sette imprese “nazionali e internazionali” a presentare proposte sulla costruzione del secondo segmento del muro con Haiti, struttura pensata per garantire un miglior controllo della migrazione illegale. Si tratta di coprire 110 chilometri di confine con una struttura complessa, “idonea a regolare i movimenti di persone veicoli e commercio”, oltre che “le complesse situazioni sociali” che si registrano sui quasi 400 chilometri di frontiera. Oltre al muro saranno infatti costruite torri con camere di vigilanza, porte e vie terrestri, per circa 31 milioni di dollari. La prima tratta, di 54 chilometri, si trova gia’ in stato avanzato, e dovrebbe terminare a febbraio 2023, ha fatto sapere il ministero della Difesa.
A inizio novembre l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha rinnovato l’appello a sospendere i rimpatri forzati di haitiani. La violenza, compresa la violenza sessuale, i rapimenti, i saccheggi e i blocchi stradali da parte di bande armate, e la recente epidemia di colera, hanno esacerbato una situazione umanitaria gia’ drammatica ad Haiti, caratterizzata da grave insicurezza alimentare, carenza di carburante e assistenza sanitaria e servizi igienico-sanitari limitati, denuncia l’Unhcr in un comunicato. Per l’agenzia Onu il Paese si trova nella “peggiore situazione umanitaria e dei diritti umani degli ultimi decenni”. “Data questa situazione molto preoccupante, faccio appello a tutti gli Stati affinche’ siano solidali con Haiti e li esorto a non riportare gli haitiani in un Paese estremamente fragile”, ha affermato l’alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi.

