La Colombia si prepara ad affrontare una stagione delle piogge particolarmente critica. Le stime climatiche per il periodo compreso tra aprile e giugno segnalano un rischio molto elevato di allagamenti e straripamenti in vaste aree del Paese, con conseguenze potenzialmente pesanti per popolazione e infrastrutture.
Secondo le proiezioni, circa 1,5 milioni di persone potrebbero trovarsi esposte a fenomeni alluvionali in 276 municipi distribuiti in 25 dipartimenti colombiani. Le zone considerate più vulnerabili comprendono la fascia del Pacifico, l’area andina, la regione caraibica e l’Orinoquía, territori dove le precipitazioni stagionali potrebbero assumere un’intensità superiore alla media.
Il periodo più delicato viene indicato tra maggio e giugno, quando si prevede il massimo livello di esposizione ai fenomeni meteorologici estremi. Tra le aree monitorate con maggiore attenzione figurano Chocó, Valle del Cauca, Cauca e il bacino del fiume Magdalena, oltre ad alcune porzioni dell’Amazzonia colombiana e dell’Orinoquía, dove il rischio di esondazioni fluviali e precipitazioni persistenti potrebbe provocare danni estesi.
Le autorità temono ripercussioni significative sul piano sociale e umanitario. Le piogge intense potrebbero infatti causare nuovi sfollamenti, isolamento di intere comunità e un peggioramento delle condizioni di vita, soprattutto nei territori già segnati da fragilità economiche e infrastrutturali.
Particolarmente esposti risultano dipartimenti come Chocó, Bolívar, Córdoba e Nariño, aree che già convivono con problemi strutturali e limitato accesso ai servizi essenziali.
Accanto ai danni materiali, cresce anche la preoccupazione sanitaria. L’emergenza climatica potrebbe aggravare le criticità legate all’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e alla sicurezza alimentare, aumentando parallelamente il rischio di malattie trasmesse dall’acqua contaminata e di infezioni veicolate da insetti, fenomeni tipicamente associati alle inondazioni prolungate.
In un Paese dove eventi climatici estremi colpiscono frequentemente le aree più povere, la stagione delle piogge del 2026 rischia così di trasformarsi in una nuova emergenza nazionale, con effetti destinati a protrarsi ben oltre i mesi primaverili.

