Al tribunale civile di Milano prende il via la prima class action europea contro i colossi dei social network Meta e TikTok, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la tutela dei minori online. L’azione è stata promossa dal Moige insieme allo studio legale Ambrosio & Commodo e sostenuta da altre associazioni familiari, e punta a ottenere misure più stringenti su accesso e utilizzo delle piattaforme da parte dei più giovani.
Al centro del ricorso ci sono tre richieste principali: maggiore trasparenza sui rischi per la salute, stop alle tecniche che favoriscono la dipendenza digitale e controlli più rigorosi sull’età degli utenti, con il divieto di accesso ai minori di 14 anni. Secondo le associazioni, in Italia sarebbero circa 3,5 milioni i minori tra 7 e 14 anni che utilizzano i social, spesso in violazione delle regole già esistenti.
Nel caso di accoglimento, la class action potrebbe portare alla richiesta di sospensione degli account esistenti e successiva riattivazione solo con verifica documentale dell’età, oppure all’introduzione di sistemi di controllo affidati a soggetti terzi. Gli avvocati promotori non escludono inoltre ulteriori azioni civili individuali per i danni psicologici e sociali legati all’uso precoce delle piattaforme digitali.

